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Africa: una missione da completare

 Il progetto per la costruzione di un ospedale galleggiante sul lago Vittoria continua ad interessare gli operatori sanitari italiani di Luigi Gentilini del 23/05/2008

Appena poche ore fa volenterose personalità hanno lanciato una proposta per lo smaltimento dei rifiuti urbani in genere, e di Napoli in particolare. La “soluzione” del problema potrebbe stare, secondo Loro, nel posizionamento di tecnologie adatte allo scopo su piattaforme in mezzo al mare. Sono perfettamente d’accordo in quanto questa idea l’avevo già illustrata, proprio da queste colonne, un mese e mezzo fa, il 20 aprile 2008 nel numero 52! In quella occasione, e oggi lo ribadisco, chiedevo in cambio dell’accoglienza dell’idea un sostegno concreto alla realizzazione del “Progetto socio-sanitario FMH” preparato da MED e MED (Medicina e Mediterraneo) e atteso con urgenza da tante popolazioni, da sanitari, autorità religiose, amministratori.

Per questa ragione ritengo giusto oggi illustrare quale sarà il prossimo fondamentale passaggio del faticoso cammino iniziato nove mesi fa a pochi passi da Porta San Paolo a Roma, da un piccolo gruppo di volontari, oggi i continua crescita.

Il 20 settembre 2008 nell’Aula Magna del Polo Didattico e Formazione della Regione Lazio, in piazza Oderico da Pordenone 3, a Roma, verrà presentato ufficialmente a medici, sanitari, volontari e autorità interessate il progetto FMH.

I tanti contatti che ho stabilito con il personale e dirigenti di ospedali e dispensari, laboratori, scuole e istituti di formazione tutti gestiti dal governo centrale della Tanzania o da diverse comunità religiose, prevalentemente cattoliche, tra la costa dell’Oceano Indiano (Dar es Salaam) e quella del lago Vittoria tra Bukoba, Mwanza e Musoma e con aziende in grado di ricevere e trasportare carichi eccezionali, con strutture portuali e con cantieri navali mi hanno permesso di chiudere la fase di preparazione del progetto FMH.

I numerosi casi umani che ho osservato nelle numerose precedenti missioni sanitarie africane in villaggi interni o rivieraschi sui grandi laghi, le patologie mediche e chirurgiche semplici o eccezionali affrontate, il contributo alle cure, alla conoscenza e alla ricerca di soluzioni ai disagi di popolazioni che oltre alle note problematiche sanitarie e sociali tropicali hanno quella di convivere con i disagi dell’acqua in eccesso (isolamento, inondazioni e inquinamento) hanno ispirato l’idea bene accolta dell’FMH (Floating Mobile Hospital).

In tutte le fasi della progettazione sono stato sostenuto da generosi tecnici della cantieristica e delle telecomunicazioni nazionali e volontari sanitari italiani e internazionali della Tanzania. Per documentare i tanti spostamenti e i fondamentali contatti personali in terra d’Africa sono stato validamente aiutato da Domenico Barilari.

FMH F Floating, galleggiante. Si tratta di un battello con scafo a forma di catamarano, M Mobile, per muoversi tra villaggi o isole. H Ospedale. In soli 500 m3 sono rappresentati alcuni servizi minimi essenziali: 1) ambulatorio, primo soccorso e prevenzione; 2) laboratorio analisi e diagnostica per immagini; 3) sala operatoria e gessi; 4) sala parto e assistenza al neonato; 5) il piano dedicato a sala multimediale per la formazione locale e la consultazione.

Gli ambienti sono comunicanti in grado di fornire prestazioni minime o anche più complesse in modalità definitiva garantendo le dimissioni protette. Vogliamo far muovere l’ospedale e le immagini con la tecnica del teleconsulto, non i pazienti, nello spirito del “kushirikishana” (cooperazione) tra la struttura sanitaria mobile e quelle fisse operanti sul territorio.

Tutto l’impegno profuso a sviluppare contatti con interlocutori autorevoli e sensibili all’iniziativa e a verificare le realtà territoriali, preparato nei minimi particolari, tanto da prevedere pure gli imprevisti, era mirato, in prima, alla verifica della validità del “progetto” FMH e in seconda a trovare i partners, gli interlocutori e le strutture intenzionate a collaborare con l’attività di FMH.

Il lago Nyanza-Vittoria potrebbe essere definito un mare per le dimensioni anche se ha un acqua particolarmente dolce e leggera. Ha superficie doppia di quella del mar d’Azov e quasi tre volte la Sicilia. Al suo interno emergono numerose isole, la maggior parte abitate. Le più popolose sono Ukerewe (da questa deriva il nome arabo del lago), grande quanto Pantelleria, con la più piccola vicina, Ukara, grande quanto Favignana. Ukerewe ha coste frastagliate. Molto verde e rocciosa dista circa sessanta miglia da Mwanza, la seconda città della Tanzania. Al suo interno vi sono diversi villaggi, il maggiore, Nansio, ha il porto, un aeroporto per piccoli aerei ed un dignitoso ospedale. Sono arrivato in questo territorio perché, dalle notizie raccolte nelle mie precedenti collaborazioni con medici e popolazioni della Tanzania, sapevo che qui avrei potuto perfezionare il progetto FMH. L’idea di un “battello” semovente, attrezzato a piccolo ospedale in grado di fornire prestazioni essenziali, modulabili a seconda delle necessità e delle richieste, mi venne quando mi trovai a visitare, soprattutto bambini, a Ganviè nel Benin. Questo esteso territorio abitato si trova nell’interno del paese africano, al confine con il Togo, sviluppa tutte le abitazioni, le attività sociali e commerciali, su palafitte, Con pochi e insufficienti presidi sanitari. Le patologie più gravi, le gravidanze a rischio e i parti più laboriosi sono costretti a lunghi percorsi, prima via acqua e successivamente via terra per raggiungere strutture degne di questo nome. Da queste premesse pensai, assieme ai sanitari che trovai sul posto e a quelli che mi accompagnavano, ad un ospedale che si potesse muovere o semplicemente galleggiare. Questa idea, non del tutto peregrina, trovò un ulteriore impulso quando mi recai per le stesse motivazioni umanitarie sul grande lago Tanganika. Lì fui testimone di richieste sanitarie complesse ed anche gravi. Le tante popolazioni che abitano i villaggi rivieraschi o delle immediate vicinanze, sono sprovviste di strutture sanitarie. Quelle esistenti sono spesso distanti e, nella stagione delle piogge, pressoché irraggiungibili. E allora, perché non ipotizzare la stessa soluzione “pensata” a Ganviè?

Nella giornata del 20 settembre saranno tenute sette lezioni magistrali da altrettanti collaudati docenti di diverse esperienze e specialità su temi di particolare interesse, ai primi gruppi che si dedicheranno alla fase di avviamento operativo del “battello” mobile attrezzato a piccolo ospedale.

La squadra dei docenti sarà così composta: Gloria Folliero tratterà la Gangrena di Fournier. Marco Melillo parlerà del trattamento precoce delle emergenze traumatiche in acqua. Claudio Anconiti, piano di cooperazione proposto da FMH tra veterinari e medici per la prevenzione delle zoonosi. Stefano Loghi, svilupperà le patologie infettive e carenze alimentari del cavo orale nell'infanzia. Roberto Caccavale, approfondirà le dinamiche di gruppo e leadership nel FMH. Rodolfo Vigliano proporrà le tecniche di anestesia negli spazi limitati. Il sottoscritto concluderà con la presentazione del progetto FMH nel suo complesso, e i contatti con le strutture sanitarie in Tanzania.

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