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Gli interventi nell'Harena Medica. Resoconto del convegno del 5 maggio

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di Luigi Gentilini del 22/5/2007

I relatori che avevano dato la loro disponibilità e messo a disposizione la loro esperienza per l’iniziativa di formazione continua e reciproca denominata “Harena Medica il politrauma fisico e psichico” messa in cantiere all’inizio dell’anno da MED e MED Medicina e Mediterraneo, erano tutti presenti e puntuali all’apertura dei lavori sabato scorso cinque maggio. Tanti e molto interessati i partecipanti all’evento ECM (Educazione Continua in Medicina) perché ritenuto di vera attualità.

Le lezioni hanno sviluppato argomenti diversi in tema di traumi fisici e psichici, dalle emergenze urbane quotidiane, a quelle eccezionali delle catastrofi naturali a quelle belliche purtroppo frequenti nel mondo. Le conclusioni hanno confermato le aspettative, la prova è venuta dalle richieste di ripetere in tempi brevi l’evento con stesso piglio e taglio.

I lavori sono stati aperti dal saluto dell’Ammiraglio Luciano Zappata (Presidente onorario di MED e MED) attuale Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare italiana prossimo a ricoprire un importante compito internazionale negli USA, dall’Ammiraglio Vincenzo Martines di recente nominato Capo supremo della Sanità Militare italiana, dal Padre Nyirenda Acuin e dal Dottor Ignas Dominic Dandah entrambi benedettini della Tanzania e dal Dottor Fabrizio Puppo, vicedirettore sanitario dell’Istituto Regina Elena, ove ho operato per anni e collaborato con soddisfazione.  

La lezione sviluppata dall’Avvocato penalista Mariano Mazzocchi Buratti ha toccato temi di grande attualità. Il ricorso alle vie legali da parte di Pazienti che ritenevano di aver subito un danno da una prestazione medica ritenuta scorretta, era un atteggiamento quasi abituale fino a poco tempo fa, oggi risulta meno frequente perché sempre più vincenti si sono fatte le rivalse dei medici sui denuncianti con richiesta di risarcimento dei danni morali e materiali subiti ingiustamente in cause spesso lunghe e stressanti. L’esperto di diritto ha delineato le regole di comportamento del buon Medico perché non abbia motivo di incorrere in controversie giuridiche. Un punto originale sta nel “consenso informato” che deve sempre prevedere anche l’eventuale “scoperta” in corso d’opera di patologie diverse da quelle rilevate dalle indagini praticate prima dell’intervento.

Lo psicologo Roberto Caccavale ha delineato la problematica del disturbo psicologico, lieve o importante, nella vita lavorativa routinaria del Medico e dell’infermiere o nell’ambito di eventi catastrofici. Dopo un primo momento di euforia operativa eroica subentrano semplici o gravi reazioni da stress che devono essere prevenute o possono essere curate solo da colloqui con specialisti.      

Le lezioni sono proseguite con la testimonianza del Medico anestesista e rianimatore Pierpaolo Visentin che trattando della sindrome che si definisce “di Lazzaro” sostiene l’originale ipotesi che il Lazzaro della storia Sacra potrebbe non essere stato d’accordo di resuscitare dopo aver assistito a “spettacoli divini” di indescrivibile bellezza, come il Paziente in coma spesso non gradisce di essere stimolato da suoni o sollecitazioni fisiche violente impartitegli da parenti intenzionati a farlo svegliare a tutti i costi.  

L’infermiere volontario della CRI italiana, Laurent Tellini, ha presentato la sua esperienza di collaboratore di Medici e Chirurghi operanti in missioni militari italiane all’estero, specialmente in Iraq, Afganistan e Libano. Il Chirurgo Alessandro Mero ha inondato letteralmente la sala con la sua grande esperienza di Primario Chirurgo d’urgenza, proveniente dalla Chirurgia Generale portando esempi paradigmatici di traumi toracici e addominali con la raccomandazione di un’osservazione attenta, per almeno una o due giornate dopo il trauma, per poter cogliere tempestivamente l’insorgere di patologie emorragiche gravi spesso subdole. Ha inoltre trattato dell’Equipe chirurgica, medica e infermieristica presenti nella “sala chirurgica rossa” sempre pronta per interventi di emergenza in tutte le strutture ospedaliere classificate come DEA di 2° livello. 

Si è svolta un interessante tavola rotonda sull’organizzazione dei soccorsi in occasione di grandi catastrofi riguardo il recupero, l’invio e l’accoglienza degli infortunati nelle strutture preparate con un riferimento alle cooperazioni Italia – Africa in tema di assistenza delle madri in gravidanza e del neonato, “la diade materno – fetale”, onde abbattere la mortalità dei due soggetti, troppo alta in alcune regioni. Animatori della sezione sono stati Gloria Folliero, Claudio Anconetani, Alessandro Porcari e Marco Melillo.

Vincenzo Monti, chirurgo ortopedico, ha portato la sua esperienza, maturata in Italia in decenni di attività in strutture pubbliche, in Africa e in Burundi, soprattutto con bambini affetti da malformazioni, congenite o acquisite, agli arti inferiori. Monti ha documentato tale attività con un’iconografica chiara e appassionata.

Rodolfo Vigliano, come suo solito, ha movimentato il suo intervento con un’ampia relazione dedicata alla storia e all’attualità dei soccorsi navali dal mare alle popolazioni rivierasche colpite da gravi calamità naturali e belliche. Emblematiche le immagini, fantasie di pittori, che illustrano i soccorsi organizzati dalla flotta romana alle popolazioni di Pompei in occasione dell’eruzione catastrofica del Vesuvio nel 79 d.C. Immagini reali, invece, quelle delle navi militari russe, prime ad accorrere e soccorrere le popolazioni di Messina e Reggio, in occasione del maremoto (oggi si direbbe tsunami) del 1908. Ma anche suggestiva e particolareggiata la storia delle navi ospedali americane della guerra di secessione, di quelle battenti bandiera italiana durante le grandi guerre. Ma la sua competenza in tema di assistenza ai Pazienti colpiti da gravi calamità e le capacità tecniche di esperienza navale si è notata tutta nella descrizione degli allestimenti delle prossime navi ospedale che l’Italia si appresta a mettere in cantiere e varare in tempi brevi.

La relazione del sottoscritto ha toccato i temi e i progetti, a me cari, della collaborazione medico - chirurgica e socio sanitaria tra MED e MED, popolazioni e strutture sanitarie africane. Maggiori dettagli sono visibili sul sito www.med-med.net..

Ha concluso i lavori della giornata una magistrale lezione dell’Ammiraglio Vincenzo Martines sulle più ampie tematiche di “geopolitica sanitaria nel variegato continente africano”. Il Relatore ha tenuto ad aprire la sua esposizione con acuti e pertinenti cenni storici sulla vita delle popolazioni africane dalle epoche di grande fulgore, al declino e scomparsa di intere civiltà fino all’epoca cosiddetta coloniale e quindi alle varie indipendenze conquistate per la maggior parte tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio dei ‘60.  

Per gli aspetti sanitari il relatore, come suo solito, ha tracciato con immensa competenza un quadro realistico delle problematiche ambientali, alimentari e infettive che sono le priorità di tante popolazioni africane. Seppur dotate di immense risorse naturali le realtà sociali africane hanno bisogno del contributo scientifico e sanitario specialistico e competente. L’Ammiraglio Martines, nella veste di Direttore Generale della Sanità militare italiana e di Persona dalle doti scientifiche e umane ai più alti livelli sarà persona ideale a dare slancio alle iniziative per realizzare in concreto un “ponte” tra Italia – Europa ed Africa per far passare in entrambi i sensi  Scienza, Salute e Solidarietà.

Ha concluso i lavori un cordiale saluto del Dottor Ignas Dominic Dandah della Tanzania, direttore dell’Ospedale di Namanyere nella regione di Rukwa che ha dichiarato di aver molto apprezzato le tematiche trattate nella giornata, ma soprattutto il forte slancio degli italiani verso le popolazioni dell’Africa, in particolare quella equatoriale. Quelle popolazioni si trovano ormai da tempo in una fase di grande sensibilità e attenzione a tutto ciò che può sostenere il loro sviluppo culturale e progresso socio – sanitario con una visione di continuità e collaborazione reciproca e costruttiva tra i popoli. Non erano solo parole di circostanza!

 

 

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