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UN OSPEDALE GALLEGGIANTE SU UN BATTELLO PER MUOVERSI TRA VILLAGGI ED ISOLE Stampa
Scritto da Luigi Gentilini   
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Il Dottor Gentilini in Africa

I fondamentali contatti stabiliti con personale e dirigenti di ospedali e dispensari, laboratori, scuole e istituti di formazione tutti gestiti dal governo centrale della Tanzania o da diverse comunità religiose, prevalentemente cattoliche, tra la costa dell’ Oceano Indiano (Dar es Salaam) e quella del lago Vittoria tra Bukoba, Mwanza e Musoma con aziende in grado di ricevere e trasportare carichi eccezionali, con strutture portuali e con cantieri navali mi hanno permesso di chiudere la fase di preparazione del progetto FMH.

Tutto è stato documentato con filmati, foto e certificati.

I numerosi casi umani che ho osservato nelle numerose precedenti missioni sanitarie africane in villaggi interni o rivieraschi sui grandi laghi, le patologie mediche e chirurgiche semplici o eccezionali affrontate, il cotributo alle cure, alla conoscienza e alla ricerca di soluzioni ai disagi di popolazioni che oltre alle note problematiche sanitarie e sociali tropicali hanno quella di convivere con i disagi dell’ acqua in eccesso (isolamento, inondazioni e inquinamento) hanno ispirato l’idea bene accolta del FMH (Floating Mobile Hospital).

FMH F Floating, galleggiante. Si tratta di un battello con scafo a forma di catamarano, M Mobile, per muoversi tra villaggi o isole. H Ospedale. In soli 300 m3 sono rappresentati alcuni servizi minimi essenziali 1) ambulatorio, primo soccorso e prevenzione 2) laboratorio analisi e diagnostica per immagini 3) sala operatoria e gessi. 4) sala parto e assistenza al neonato. Gli ambienti sono comunicanti in grado di fornire prestazioni minime o anche più complesse in modalità definitiva garantendo le dimissioni protette. Per far muovere l’Ospedale e le immagini con la tecnica del teleconsulto non i Pazienti, nello spirito del “kushirikishana” o della cooperazione tra la struttura sanitaria mobile e quelle fisse operanti sul territorio .

Scenari

Tutto l’ impegno profuso a sviluppare contatti con interlocutori autorevoli e sensibili all’iniziativa e a verificare le realtà territoriali, preparato nei minimi particolari, tanto da prevedere pure gli imprevisti, era mirato, in prima, alla verifica della validità del “progetto” FMH e in seconda a trovare i partners, gli interlocutori e le strutture intenzionate a collaborare con l’attività di FMH.

Il lago Nyanza-Vittoria potrebbe essere definito un mare per le dimensioni anche se ha un acqua particolarmente dolce e leggera. Ha superficie doppia di quella del mar d’Azov e quasi tre volte la Sicilia. Al suo interno emergono numerose isole, la maggior parte abitate. Le più popolose sono Ukerewe (da questa deriva il nome arabo del lago), grande quanto Pantelleria con la più piccola, Ukara distante pochi silometri e grande quanto Favignana. Ukerewe ha coste frastagliate, molto verde e rocciosa dista circa sessanta miglia da Mwanza, la seconda città della Tanzania, e circa dieci dalla costa orientale del lago, assegnata alla regione di Mara, Al suo interno vi sono diversi villaggi, il maggiore, Nansio, ha il porto, un areoporto per piccoli aerei ed un dignitoso Ospedale. Sono arrivato in questo territorio perchè, dalle notizie raccolte nelle mie precedenti collaborazioni con medici e popolazioni della Tanzania, sapevo che qui avrei potuto perfezionare il “Progetto denominato FMH” (Floating Mobile Hospital) Ospedale Mobile Galleggiante prima di definirlo nei particolari e avviarlo alla fase operativa. L’idea di un “battello” semovente, attrezzato a piccolo Ospedale in grado di fornire prestazioni essenziali, modulabili a seconda delle necessità e delle richieste, mi venne quando mi trovai a visitare, soprattutto bambini, a Ganviè nel Benin. Questo esteso territorio abitato si trova nell’interno del paese africano, al confine con il Togo, sviluppa tutte le abitazioni, le attività sociali e commerciali, su palafitte, Con pochi e insufficienti presidi sanitari.

Le patologie più gravi, le gravidanze a rischio e i parti più laboriosi sono costretti a lunghi percorsi, prima via acqua e successivamente via terra per raggiungere strutture degne di questo nome. Da queste premesse pensai, assieme ai sanitri che trovai sul posto e a quelli che mi accompagnavano, ad un Ospedale che si potesse muovere o semplicemente galleggiare. Questa idea, non del tutto peregrina, trovò un ulteriore impulso quando mi recai per le stesse motivazioni umanitarie sul grande lago Tanganika. Lì fui testimone

di richieste sanitarie complesse ed anche gravi. Le tante popolazioni che abitano i villaggi rivieraschi o delle immeidate vicinanze, sono sprovviste di strutture Sanitarie degne di questo nome. E quelle esistenti sono spesso distanti e, nella stagione delle piogge, pressochè irragiungibili. E allora, perchè non ipotizzare la stessa soluzione “pensata” a Ganviè? Tale idea la maturai e la sviluppai, quasi trovando ispirazioni e soluzioni ai quesiti, proprio nella quiete di Pantelleria e del suo mare senza confronti.

 
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