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FMH: Diario africano

Continua il viaggio del nostro Luigi Gentilini in Africa per portare a termine il suo progetto di costruzione di un ospedale mobile galleggiante

di Luigi Gentilini del 11/03/2009

     Martedì 17 febbraio - jumanne decolliamo da FCO alle 00,05 con il volo 702 dell’Ethiopian airlines. Inizia la mia  9° missione in Africa e la 5° in Tanzania che si protrarrà fino al 3 marzo.
 
     Il programma sarà intenso e l’obbiettivo quello di definire tempi, temi e sede del workshop che MED E MED organizzerà, in collaborazione con i colleghi locali nelle precedenti missioni contattati, tra fine aprile e primi di maggio 2009, a chiusura della fase  organizzativa e iniziare la costruzione, si spera, del battello attrezzato a ospedale mobile galleggiante FMH come da progetto.
 
     Sulla scia dei risultati incoraggianti dell’ 8° missione (agosto 2008) identificata come 8888, dell’evento del 03 ottobre alla Provincia di Roma e dei numerosi contatti, sviluppi e promesse successive, prevedo di chiudere in Tanzania le fasi preliminari e passare alla fase operativa.
 
     Incoraggianti sono i segnali che mi arrivano dalle autorità del paese africano, dai colleghi e popolazioni in attesa della realizzazione di FMH sui tre grandi laghi africani iniziando dal lago Vittoria per poi attrezzarci sul Tanganiyka e Nyasa.
 
     La Tanzania è l’unica nazione al mondo ad avere giurisdizione su gran parte di tre grandi laghi lungo i suoi confini. Più mi addentro al progetto, più mi rendo conto di avvicinarmi alla realizzazione, assieme ai tanti che mi sostengono, della sintesi di tre maggiori interessi della mia vita: Medicina, Africa e Acqua.
 
      La prima ha preso gran parte della mia vita di studio e di applicazione pratica per curare e portare l’esperienza della medicina italiana in territori remoti con soluzioni innovative. La seconda rappresenta la terra delle genti più antiche e dei primi venti anni della mia vita, divenendo quasi la mia vera Patria. La terza è elemento base di ogni espressione di vita. Composta da elementi elementari, ha infinite rappresentazioni. Con il nuoto realizziamo una sorta di volo e con il supporto del vento, di una vela e di un legno sembra di azzerare la gravità.  
 
      Fatta sosta di due ore ad Addis Ababa arrivo a Dar es Salaam  alle 14 ore locali. Puntuale, trovo il  simpatico ed efficientissimo Jerome, il coordinatore della residenza dei benedettini di Kurasini dove trascorro il pomeriggio a pianificare i programmi dei prossimi giorni e dove c’è sempre un viavai di gente proveniente da ogni dove dell’Africa e fuori con le quali è possibile dialogare amabilmente e scambiare esperienze e suggerimenti.
 
      Prima di cena ( + due h di fuso ) lancio i primi collegamenti audio e video con la base di ascolto della MEDIADAB di Roma dove trovo puntuali Domenico, Enrico e Francesco sempre efficacissimi. Riescono pronti quelli audio, a tratti disturbati, in altri ottimi, difficili ma riusciti quelli video. Così potrò contare su collegamenti audiovisivi e di supporto sanitario efficaci ed efficienti pressoché a tempo pieno. A cena incontro l’anziano vescovo Galanga predecessore di Nestor a Bukoba. Persona amabilissima con la quale stabilisco una serrata conversazione su vari argomenti di vita e salute delle popolazioni. Ha sentito parlare di FMH e vuole conoscere nei particolari il progetto e per questo motivo mi da consigli e incoraggiamento. Mi confessa che compirà novant’anni il prossimo giugno. Galanga risiede ad Hanga, ora si trova a Dar per le cerimonie previste per sabato 21 destinate al giubileo del Cardinale Pengo. Per la stessa ragione ritrovo Taddei, l’Abate di Hanga, che da tempo conosco. Taddei si entusiasma quando gli dico che uno degli approdi previsti sul lago Nyasa si trova a Lupingo, poco a nord di Mamba Bay, nel tratto medio sulla costa, suo villaggio natale e dove risiedono numerosi familiari che potrebbero aiutare l’impresa di FMH. Lui è persona di grande rispetto e sempre fedele alla parola. Dovrei  partire sabato 21 per Mwanza, ma le due Eminenze e  Jerome mi dicono di avermi procurato, proprio per quella data, un invito personale per le cerimonie previste per festeggiare i 25 anni di investitura a vescovo dell’attuale Cardinal Policarp Pengo, l’unico della Tanzania, rispettato nel suo Paese, quotato in Africa e in Vaticano. Jerome, Galanga e Taddei mi consigliano di non perdere l’occasione rara ed io l’accolgo di buon grado. Mi mostrano con gran riverenza l’invito prestigioso.
 
     Il 18 mattina, mercoledì - jumatanu vado con Jerome agli uffici della Precision Air per cambiare la data del volo. Mi accorgo subito di aver scatenato un putiferio, se avessi chiesto di cambiarlo per la luna sarebbe stato la stessa catastrofe. In agenzia non si capacitano come  potesse venire in mente ad uno di cambiare la data di un volo prenotato da tanto tempo e non averci pensato prima. La ragione vera era quella di dover organizzare un lungo, serrato e indaginoso smanettamento sui PC. Ma alla fine ci sono riusciti e mi hanno trovato posto per lunedì 23 con un volo della prima mattina. Ma ho dovuto pagare una penale di 10.000 Sh equivalenti a circa 8 €. Appena rientro a Kurasini avverto Renatus a Mwanza che non arriverò più il 21 bensì il 23. Si dice dispiaciuto, ma mi dà ragione appena conosciuto il motivo del ritardo. Nel pomeriggio avverto tutti gli altri contatti sul lago che dovranno essere spostati e concentrati tra il 23 e il 27 che rimane la data per il rientro. Ripeto nel pomeriggio il collegamento con la   MEDIADAB  di Roma con la modalità collaudata.
 
     Giovedì 19 alhamisi, faccio un passaggio all’Ospedale che si trova sull’ Ocean road e che dal grande viale sull’oceano prende il nome. E’ quasi una tappa fissa perché vi conosco un buon gruppo di colleghi motivati, di quelli allertati per il progetto FMH. Mi ripetono sempre di non essere assistiti come vorrebbero dalle istituzioni e sperano nella capacità trainante di MED E MED. Comunque la struttura evade, come fossero pratiche, le richieste di un gran numero di assistiti che, come al solito, attendono ore e ore per essere ricevuti e dopo, o sono rimandati a casa o inviati in un letto dove dovranno nuovamente aspettare che passi qualcuno.
 
     Nel pomeriggio metto a punto i piani per gli eventi di aprile – maggio, per i compiti da assegnare e le personalità da invitare come relatori. Al momento le sezioni previste sono due: quella di Dar e quella di Mwanza  con i colleghi di riferimento.
 
     Venerdi 20 jumaa la mattina, assieme a Jerome e Francis, che è tornato per l’occasione per darmi una mano, pianifichiamo la giornata che si preannuncia piuttosto piena. Mi annunciano che nel tardo pomeriggio verrà a trovarmi a Kurasini Norbert Mtega, l’Arcivescovo di Songea con. Vuole intrattenersi con me per parlare e definire i piani di FMH per l’evento di aprile-maggio e prevedere una puntata dell’evento sul Nyasa.
 
     La mattina vado al Muhambili Hospital, principale sede universitaria della Tanzania, con Sister Benedica e il fondamentale Jerome. Incontro prima il dottor Makani direttore delle risorse umane e dopo il professore Swai il direttore dei servizi clinici. Ad entrambi illustro FMH del quale hanno sentito  parlare bene. Concordiamo con l’opportunità di preparare una presentazione del progetto a Dar ed una a Mwanza. Gli dico che sono di partenza per Mwanza  per incontrare altri colleghi e autorità, ci diamo appuntamento lunedì 2 marzo alle 8 con le ultime notizie dal lago. 
    
     Appena dopo pranzo arriva a Kurasini Petra la tedescona alta e simpatica che da anni frequenta la Tanzania e in particolare Hanga dove l’avevo conosciuta in agosto in occasione del giubileo. diverse volte l’anno raduna gruppi di tedeschi e se li porta in giro per la Tanzania, alcuni ritornano. Petra mi viene incontro e mi abbraccia calorosamente, quasi soffogandomi, e mi chiede quasi subito a che punto sono i lavori per allestire FMH.
   
     Nel pomeriggio, come previsto, viene Norbert, cena come sempre avidamente e quindi ci ritiriamo in quattro in una saletta con Galanga e Taddei per programmare aprile-maggio. Norbert insiste perché una giornata si possa svolgere sul Nyasa, magari a Songea, ma io propongo Nbinga, e lui, dopo qualche tentennamento pare d’accordo in quanto la sede sarebbe più vicina al lago. Questa terza giornata di lavoro e “promozione” dovrebbe avvenire dopo Mwanza, ma qui sorge la mia ipotesi di non scontentare il lago Tanganiyka e il primo collega conosciuto Ignas Dandah di Namanyere. La conversazione si prolunga piacevolmente fino ad ora tarda e quindi andiamo tutti a dormire perché la giornata di sabato sarà intensa per tutti. Finiamo con brindisi e tante foto che ci vengono scattate da Jerome sempre puntuale nei momenti decisivi.
 
     Sabato 21 jumamosi solita colazione africana e dopo tutti alla chiesa di San Giuseppe, le vie attorno sono già gremite di prima mattina di gente che in abiti variopinti si avviano alle cerimonie. La messa sarà officiata all’esterno per permettere la partecipazione di più gran numero di pubblico. Gran partecipazione di preti, vescovi, suore di ogni ordine e grado e di una moltitudine di popolo in continuo afflusso e al centro il Cardinale Policard Pengo che festeggia il giubileo dei suoi venticinque anni di investitura a Vescovo. La celebrazione, iniziata alle nove, si sviluppa tra un tripudio di tanta gente vestita elegantemente o sobriamente, ma sempre nei bellissimi colori vivaci, canti gregoriani, folk africano e solenni preghiere, sermoni interminabili, doni tradizionali all’offertorio e generosissimi alla fine culminati con l’arrivo al centro della scena di una gigantesca Toyota bianca, super attrezzata e accessoriata.   
 
     Alle 19 vado alla cena nei giardini della Conferenza Episcopale assieme ad un migliaio di tanzaniani.  All’ingresso tutti dobbiamo passare attraverso due  metal detector e lasciarci perquisire nel caso i marchingegni lancino qualche segnali di allarme. Queste precauzioni e l’organizzazione accurata dei controlli sono dettate da atteggiamenti di prudenza generale aumentati  dalla partecipazione alla serata di alte autorità civili e militari compreso il Presidente della Repubblica di Tanzania Ndugu Yakaya Mrisho Kikwete. La sfarzosa serata scorre vivacemente tra luci brillantissime, drappeggi colorati, suoni soffici e assordanti danze sensuali e sfrenate con buona pace dell’ambiente.  Partecipano formidabili ballerini e ballerine in abiti occidentali e tribali. Il complesso musicale al centro della serata era composto da otto giovanotti e un ragazzino che percuotendo magistralmente  bidoni di petrolio segati  a diversi livelli riuscivano a produrre suoni raffinati pieni di suggestioni mimando gli effetti prodotti da orchestre ben più sofisticate. Prima delle foto di gruppo, in una delle quali sono riuscito ad inserirmi, un cerimonia mi ha particolarmente colpito. Ecco il momento. Ad un certo punto un gruppo di giovani donne piuttosto gradevoli si sono avvicinate danzando al centro del piazzale portando sulla testa doni e un tappeto arrotolato. Steso per terra l’ampio tappeto coloratissimo hanno invitato Mwadhama Kardinali  (Sua Eccellenza il Cardinale)  a sedersi al centro e quindi l’hanno letteralmente sommerso di attenzioni e di doni. Mi hanno tradotto il gesto come un atto altamente rispettoso delle tradizioni. Sicura premessa a beatitudini  spirituali e forse anche un po’ terrene, beato Lui! A notte fonda è cominciato il lento deflusso verso le abitazioni, il centro della città e buona parte della periferia era ancora animata da vita e da pattuglie in un continuo andar in su e giù per i viali.
     Domenica 22 jumapili. Una intensa giornata di riflessioni, commenti sulla rara e giornata precedente, sui discorsi sentiti e sulle cerimonie sfarzose. Chiedo notizie, particolari e interpretazioni degli avvenimenti. Completo i preparativi per gli impegni che mi aspetteranno a Mwanza. Faccio l’esperienza del traghetto che attraversa il porto di Dar per portarci a Kiamboni e quindi poche ore su spiagge bianche pulitissime e tanto smisurate da mozzare il respiro. Al rientro incappiamo in una fila infinita per riprendere il traghetto che la domenica, nei momenti di maggiore richiesta, pensa bene di riduce le corse!
 
     Lunedì 23 jumatatu  alle 09,00 parto per Mwanza con la famosa Precision air ormai domata!

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